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Internet e le rivolte in InghilterraDopo la "demonizzazione" dei social network e dei dispositivi Blackberry da parte delle forze dell'ordine britanniche, considerati uno degli ingredienti fondamentali delle rivolte di questi giorni, in rete nascono iniziative che dimostrano che le stesse tecnologie posso avere fini molto diversi. Tra questi, quello che fa più clamore è #Riotcleanup ("#Puliscilarivolta"), un movimento cittadino più o meno spontaneo che cerca di coordinare, tramite Twitter e Facebook i volontari che vogliono aiutare a pulire le devastazione degli incidenti partiti da Tottenham e estesi a tutta l'Inghilterra in pochi giorni. Nello stesso modo, un'altra iniziativa nata nella rete sociale Tumbrl vuole aiutare a identificare i saccheggiatori e i delinquenti protagonisti delle rivolte. "Catch a Looter" ("Prendi un Saccheggiatore") è uno spazio dove poter inviare le foto dei ladri per poter facilitarne l'arresto. I disordini sono inoltre localizzati sulla mappa grazie a Google Maps. James Cridland, responsabile di MediaUK.com, è stato il primo a mettere online una mappa degli incidenti in tutto il Regno Unito, grazie anche all'aiuto di altri navigatori. Di questa e altre iniziative fanno eco i principali siti web di informazione tecnologica come Mashable, Techcrunch e Alt1040, che dimostrano come Internet e le reti sociali servono anche ad aiutare in queste situazioni. |
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